(di Paolo Sarti)
Ho letto in cronaca di Firenze che i “ragazzi cattivi” del giardino del Tribolo sono tornati a colpire: un riccio torturato, preso a calci e poi esploso a metà agosto e l’altra sera una nuova caccia al riccio, che per fortuna questa volta si è salvato.
L’assessore al sociale Saccardi aveva allora disposto più controlli, ma le bande sono tornate a colpire ed ecco che oggi Salvatore Calleri della Fondazione Caponnetto, che per primo aveva segnalato i misfatti, propone di recintare e chiudere il giardino durante la notte.
Così probabilmente si salvano i ricci della zona e il sonno dei residenti... ma le teste dei “ragazzi cattivi” chi le salva?
E chi ci salva dagli ulteriori misfatti che queste teste metteranno in atto... magari sempre più criminose col crescere dell’età.
Che tipo di adulti ci aspettano? Dovremo recintare tutti i nostri spazi di vita e chiuderli la notte?
Ho un’altra domanda: ma i genitori di questi ragazzi dove sono? Sono tutti orfani o qualcuno dovrà rispondere di questi criminali-in-crescita? Sono tutti ragazzi che si auto-educano o c’è qualche responsabilità adulta?
Ce la possono fare i nostri tutori dell’ordine a identificare, con nome cognome e indirizzo, questi disegnatori di croci celtiche e torturatori di animali? Appena disponibili i nomi potremmo intervenire, per “dare una mano” alle famiglie, agendo col sociale (e magari anche col culturale!).
Forse è di questo che un assessore al sociale dovrebbe farsi carico, più che delle cancellate di recinzione. Insomma questi ragazzini da ricostruire li abbandoniamo o c’è una minima speranza di salvezza, sia per noi che per loro?
domenica 30 agosto 2009
mercoledì 22 luglio 2009
Vezzo, ipocrisia o sdoganamento dei vizi maschili?
(di Paolo Sarti)
Probabilmente l’ipocrisia verbale ha visto il suo massimo nell’uso di termini come “non vedente” (=cieco), “non udente” (=sordo), “operatore ecologico” (=spazzino ), per non parlare del top, al limite della presa in giro: “diversamente abile” (=handicappato).
Sembrava fosse finita e già qualche illuminato stava cominciando a reinserire nel suo vocabolario i vecchi termini, per rendere giustizia alla sofferenza e al disagio umano.
Ma, come ormai ci ha insegnato la società odierna, al fondo non c’è limite! Ecco quindi un nuovo contributo alla barbarie verbale: “escort” (= prostituta) e, fresca di ieri su La Repubblica, edizione fiorentina, “drag queen” per parlare di un travestito.
Ma qual è il problema di questi giornalisti così propensi e pronti a rilanciare questi “modi di non dire”: vogliono sembrare chic o più colti? O forse sono in imbarazzo a parlare con chiarezza delle problematiche sociali? O vogliono proteggere i bambini, notoriamente incolti nella lingua inglese, dalle miserie della natura umana?
Il dubbio che mi inquieta è che vogliano far assurgere a dignità di professioni il degrado della persona e della relazione. Le ipotesi dunque sono tante ma quest’ultima mi sembra oggi, in questa fase storica e politica, la più accreditabile: dare modo a chi “fruisce” di queste nuove professioni di salvarsi l’immagine pubblica, attraverso una pseudo pulizia del linguaggio.
Berlusconi e tanti altri maschi italiani come lui... in fondo si sono solo rivolti a dei professionisti!
Probabilmente l’ipocrisia verbale ha visto il suo massimo nell’uso di termini come “non vedente” (=cieco), “non udente” (=sordo), “operatore ecologico” (=spazzino ), per non parlare del top, al limite della presa in giro: “diversamente abile” (=handicappato).
Sembrava fosse finita e già qualche illuminato stava cominciando a reinserire nel suo vocabolario i vecchi termini, per rendere giustizia alla sofferenza e al disagio umano.
Ma, come ormai ci ha insegnato la società odierna, al fondo non c’è limite! Ecco quindi un nuovo contributo alla barbarie verbale: “escort” (= prostituta) e, fresca di ieri su La Repubblica, edizione fiorentina, “drag queen” per parlare di un travestito.
Ma qual è il problema di questi giornalisti così propensi e pronti a rilanciare questi “modi di non dire”: vogliono sembrare chic o più colti? O forse sono in imbarazzo a parlare con chiarezza delle problematiche sociali? O vogliono proteggere i bambini, notoriamente incolti nella lingua inglese, dalle miserie della natura umana?
Il dubbio che mi inquieta è che vogliano far assurgere a dignità di professioni il degrado della persona e della relazione. Le ipotesi dunque sono tante ma quest’ultima mi sembra oggi, in questa fase storica e politica, la più accreditabile: dare modo a chi “fruisce” di queste nuove professioni di salvarsi l’immagine pubblica, attraverso una pseudo pulizia del linguaggio.
Berlusconi e tanti altri maschi italiani come lui... in fondo si sono solo rivolti a dei professionisti!
domenica 28 giugno 2009
Volti giovani non è sinonimo di innovazione
La nuova Giunta e le perplessità di un “vecchio” di sinistra
Non ho apprezzato affatto l’esternazione di Renzi all’annuncio della nuova Giunta: “Io e Nardella insieme non facciamo l’età di Berlusconi”… non è rassicurante. Avrei preferito avesse detto:
“Io e Nardella insieme non abbiamo neppure un pensiero in comune con Berlusconi”.
E non rassicura neppure sentirsi dire “età media della nuova Giunta: 40 anni”. Da che mondo è mondo l’esperienza si acquista con l’età; mentre non necessariamente la competenza o la correttezza, né tanto meno la moralità appartengono all’età anziana. Ma neanche l’essere giovani è garanzia di queste doti, dato che non sono né innate né geneticamente ereditabili.
Perché allora si è scatenato questo scellerato patto generazionale che ci vede costretti a dover identificare rinnovamento, competenza, “pulizia” con la consegna della direzione lavori ai giovani, ai molto giovani? Per risolvere l’immobilismo di una politica fatta da soli anziani, si rischia di abbandonare storia ed esperienza in nome di una fresca creatività giovanile autoreferenziata. Ancora una volta manca l’equilibrio: lo slogan “vecchio è saggio” è stato sostituito da “giovane è bello”.
Io lavoro con i molto giovani da tanti anni come pediatra e soprattutto come educatore (il mio campo è quello dell’educazione sessuale) con gli studenti delle superiori... poco prima che acquistino la “maturità” legale per votare. E negli anni ho assistito a un progressivo generalizzato deterioramento delle loro competenze culturali, comportamentali, morali (mi affretto subito a fare tutte le dovute eccezioni... che come si sa però confermano la regola). E non mancano le cronache di tutti i giorni a fornirci un quadro drammatico della situazione giovanile.
Perché allora i venticinque/trentenni dovrebbero essere di per sé migliori di uno di cinquant’anni? Io vedo un solo dato certo di superiorità (per altro provvisorio e senza merito): hanno tanta più vita davanti di quanta ne spetti a me, che sono sessantenne!
La biografia dei componenti la nuova Giunta messa in piedi da Renzi fa ben sperare in correttezza, competenza e creatività, e le prove le avremo via via che lavorerà: non enfatizziamo però la data di nascita sulla carta d’identità, che ci può dare solo indicazioni sulla freschezza o meno della loro pelle e sulla prestanza del loro fisico. Il resto non viene dall’età ma dalla formazione individuale: e quindi mi auguro che non per età siano stati scelti ma per il fatto che, nonostante il poco tempo che hanno avuto a disposizione per formarsi (essendo giovani!), risultino forniti delle doti e delle competenze necessarie per governare una città bella e complessa come Firenze.
Paolo Sarti
Lista Sinistra per Firenze
Non ho apprezzato affatto l’esternazione di Renzi all’annuncio della nuova Giunta: “Io e Nardella insieme non facciamo l’età di Berlusconi”… non è rassicurante. Avrei preferito avesse detto:
“Io e Nardella insieme non abbiamo neppure un pensiero in comune con Berlusconi”.
E non rassicura neppure sentirsi dire “età media della nuova Giunta: 40 anni”. Da che mondo è mondo l’esperienza si acquista con l’età; mentre non necessariamente la competenza o la correttezza, né tanto meno la moralità appartengono all’età anziana. Ma neanche l’essere giovani è garanzia di queste doti, dato che non sono né innate né geneticamente ereditabili.
Perché allora si è scatenato questo scellerato patto generazionale che ci vede costretti a dover identificare rinnovamento, competenza, “pulizia” con la consegna della direzione lavori ai giovani, ai molto giovani? Per risolvere l’immobilismo di una politica fatta da soli anziani, si rischia di abbandonare storia ed esperienza in nome di una fresca creatività giovanile autoreferenziata. Ancora una volta manca l’equilibrio: lo slogan “vecchio è saggio” è stato sostituito da “giovane è bello”.
Io lavoro con i molto giovani da tanti anni come pediatra e soprattutto come educatore (il mio campo è quello dell’educazione sessuale) con gli studenti delle superiori... poco prima che acquistino la “maturità” legale per votare. E negli anni ho assistito a un progressivo generalizzato deterioramento delle loro competenze culturali, comportamentali, morali (mi affretto subito a fare tutte le dovute eccezioni... che come si sa però confermano la regola). E non mancano le cronache di tutti i giorni a fornirci un quadro drammatico della situazione giovanile.
Perché allora i venticinque/trentenni dovrebbero essere di per sé migliori di uno di cinquant’anni? Io vedo un solo dato certo di superiorità (per altro provvisorio e senza merito): hanno tanta più vita davanti di quanta ne spetti a me, che sono sessantenne!
La biografia dei componenti la nuova Giunta messa in piedi da Renzi fa ben sperare in correttezza, competenza e creatività, e le prove le avremo via via che lavorerà: non enfatizziamo però la data di nascita sulla carta d’identità, che ci può dare solo indicazioni sulla freschezza o meno della loro pelle e sulla prestanza del loro fisico. Il resto non viene dall’età ma dalla formazione individuale: e quindi mi auguro che non per età siano stati scelti ma per il fatto che, nonostante il poco tempo che hanno avuto a disposizione per formarsi (essendo giovani!), risultino forniti delle doti e delle competenze necessarie per governare una città bella e complessa come Firenze.
Paolo Sarti
Lista Sinistra per Firenze
sabato 20 giugno 2009
Sinistra per Firenze: io partecipo
Comunicato stampa di Eros Cruccolini
Con il candidato sindaco del centrosinistra Matteo Renzi ci si può scontrare, confrontare o dialogare per migliorare il programma della coalizione. Stare alla finestra non è il posto per chi fa parte dell’ampio panorama della sinistra.
Il luogo preferito è la piazza, la lotta politica, la voglia di esserci, di partecipare e di non far decidere ad altri ciò che ci riguarda direttamente... e l’ elezione di un sindaco mi sembra ci riguardi!
L’avvicinarsi della data del ballottaggio impone a tutti noi della sinistra non solo una scelta personale ma la necessità di una riflessione politica, uno sforzo di umiltà e di capacità di collaborazione. Facciamo un’assunzione di responsabilità, mettiamoci in gioco senza stare all’angolo ma al centrocampo, tiriamo forte il pallone e mettiamolo in rete.
Con il candidato del centro sinistra Matteo Renzi possiamo giocare, con il candidato del centrodestra Giovanni Galli ci è precluso. Come si può dire di essere contro il governo Berlusconi e poi creare le condizioni perchè il suo candidato a sindaco possa amministrare la nostra città?
Facciamo un appello a tutto il mondo della sinistra ed agli amici verdi, con cui collaboriamo a livello nazionale, per andare il 21-22 giugno al ballottaggio e votare il candidato del centrosinistra Matteo Renzi.
Con il candidato sindaco del centrosinistra Matteo Renzi ci si può scontrare, confrontare o dialogare per migliorare il programma della coalizione. Stare alla finestra non è il posto per chi fa parte dell’ampio panorama della sinistra.
Il luogo preferito è la piazza, la lotta politica, la voglia di esserci, di partecipare e di non far decidere ad altri ciò che ci riguarda direttamente... e l’ elezione di un sindaco mi sembra ci riguardi!
L’avvicinarsi della data del ballottaggio impone a tutti noi della sinistra non solo una scelta personale ma la necessità di una riflessione politica, uno sforzo di umiltà e di capacità di collaborazione. Facciamo un’assunzione di responsabilità, mettiamoci in gioco senza stare all’angolo ma al centrocampo, tiriamo forte il pallone e mettiamolo in rete.
Con il candidato del centro sinistra Matteo Renzi possiamo giocare, con il candidato del centrodestra Giovanni Galli ci è precluso. Come si può dire di essere contro il governo Berlusconi e poi creare le condizioni perchè il suo candidato a sindaco possa amministrare la nostra città?
Facciamo un appello a tutto il mondo della sinistra ed agli amici verdi, con cui collaboriamo a livello nazionale, per andare il 21-22 giugno al ballottaggio e votare il candidato del centrosinistra Matteo Renzi.
venerdì 19 giugno 2009
Da l’Unità dell’11 giugno 2009
Paolo Sarti:
“Auguri a Cruccolini, mai pensato al ricorso”
Eros Cruccolini 387 preferenze, Paolo Sarti 385.
Due voti in meno che lo hanno escluso dall’assemblea di Palazzo Vecchio. Farà ricorso, scommetteva qualcuno.

A smentire l’ipotesi ci ha pensato da New York lo stesso Sarti: “Non mi permetterei mai di fare un ricorso contro un candidato del mio stesso partito” dice da oltreoceano.
“Una cosa del genere è fuori dai miei pensieri” spiega Sarti.
Anzi il candidato di Sinistra per Firenze, contattato dall’Unità, coglie l’occasione per ringraziare chi lo ha votato.
“Ora sotto con il ballottaggio” conclude Sarti “e scongiuriamo qualunque perdita di voti per Renzi”.
“Auguri a Cruccolini, mai pensato al ricorso”
Eros Cruccolini 387 preferenze, Paolo Sarti 385.
Due voti in meno che lo hanno escluso dall’assemblea di Palazzo Vecchio. Farà ricorso, scommetteva qualcuno.

A smentire l’ipotesi ci ha pensato da New York lo stesso Sarti: “Non mi permetterei mai di fare un ricorso contro un candidato del mio stesso partito” dice da oltreoceano.
“Una cosa del genere è fuori dai miei pensieri” spiega Sarti.
Anzi il candidato di Sinistra per Firenze, contattato dall’Unità, coglie l’occasione per ringraziare chi lo ha votato.
“Ora sotto con il ballottaggio” conclude Sarti “e scongiuriamo qualunque perdita di voti per Renzi”.
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